martedì 26 febbraio 2008

Il guardaroba ideale della manager( e del manager)



Cinzia Felicetti, giornalista di moda e direttrice per qualche anno della rivista Cosmopolitan, è l’autrice di alcuni libri di successo come “Assolutamente glam” e “Io compro da sola”.
L’ultima sua pubblicazione s’intitola “L’abito fa il manager” , in cui da’ suggerimenti su come curare il proprio aspetto per creare un’immagine distintiva e di successo nell’ambiente di lavoro ( argomento su cui ha tenuto un corso presso la Bocconi di Milano).
Il primo passo consigliato consiste nell’assicurare sempre una massima cura alla nostra igiene personale . L’autrice consiglia di individuare con attenzione uno specifico profumo, un taglio di capelli e, per il pubblico femminile, un particolare trucco che, nel loro insieme, diventeranno il nostro”marchio”, che sarà semplice, funzionale, veloce e naturale e fedele non tanto alle mode quanto piuttosto al nostro carattere e al nostro gusto.Dopo aver provveduto alla cura personale è necessario focalizzarsi sull’elaborazione del guardaroba . Per costruire il nostro guardaroba ideale occorre agire in due fasi. La prima consiste nella selezione, da farsi almeno due volte l’anno, dei capi presenti nell’armadio, con l’eventuale eliminazione di quanto non è più idoneo ad essere indossato (per l’usura, perché passato palesemente di moda, perché non più adatto alla nostra taglia o soprattutto all’ambiente in cui ci vogliamo inserire). La seconda fase prevede di creare una gamma base di capi limitati nel numero (per non avere lo stress della scelta), di buona qualità e versatili, da combinare in diversi abbinamenti in grado di assicurare uno stile di successo. L’armadio deve essere quindi composto al 70% dai grandi classici - che passano attraverso le mode e “conferiscono autorevolezza in ufficio e una rilassata eleganza nel tempo libero”- e dal 30% dalle new entry, cioè da capi e accessori di tendenza. Poiché, secondo l’autrice, oggigiorno la scelta davvero rivoluzionaria è quella dell’understatement, si consiglia vivamente l’uso dell’abito intero (giacca + pantaloni o gonna coordinati), da accompagnare con pochi, ma selezionati accessori. Il volume prosegue con alcune importanti indicazioni: come prendersi cura dei capi e provvedere al loro lavaggio, come presentarsi in modo da essere sempre inappuntabili (le camicie devono essere sempre fresche di bucato e ben stirate, gli orli e i bottoni in ordine e ben cuciti, le scarpe pulite); come acquistare bene, privilegiando la qualità sulla quantità anche se non si dispone di un grande budget; come scegliere le stoffe degli abiti (meglio privilegiare cotone, microfibra, crêpe di lana, gabardine, maglia rasata fine che riescono ad assecondare la silhouette anche su eventuali aree “problematiche”) e i colori (meglio scegliere le tinte scure, snellenti e sempre eleganti).
Per quanto riguarda il taglio degli abiti, meglio evitare tutto ciò che stratifica (volant, tasche applicate, spalline, grandi bottini) e privilegiare tagli ultrasemplici . In merito poi agli accessori (gioielli, orologio, borse, occhiali, scarpe e cintura), di cui si è già accennato, poiché hanno un ruolo determinante, si consiglia di privilegiare quelli più ricercati, che sono in grado di nobilitare un look mediocre e aggiungono personalità..In linea generale, poiché «Dovremmo essere noi a indossare i vestiti e non viceversa», si sconsiglia l’uso di capi e accessori con logo a vista e spudoratamente riconoscibili; no quindi alle borse feticcio (le cosiddette “it bag”) costosissime e spesso vistose e agli occhiali da sole di tendenza e dalle forme sgraziate; si invece ad un buon orologio (“simbolo supremo di gestione del tempo”), magari ad un grande classico.

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